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La Gazzetta parla della “Piccola Ambasciata”

Articolo scritto per Enza Morcaritolo su “la Gazzetta del Mezzogiorno”articolo-gazzeta-per-web

Storia di Josè e di sua moglie Dolkis: «Aiutiamo a combattere la burocrazia»

Odissee per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno. Lunghe file agli sportelli degli uffici pubblici per chiedere una semplice informazione e che spesso si concludono con un nulla di fatto. Difficoltà che diventano addirittura insormontabili per sottoscrivere una fideiussione bancaria o un’assicurazione.
«Per questo abbiamo pensato di mettere la nostra esperienza al servizio degli altri stranieri». A parlare è José Carritzo, argentino, trentaquattro anni, di cui sette trascorsi da foggiano. Un immigrato come tanti, con una storia di interminabili lungaggini burocratiche alle spalle per regolarizzare la sua posizione di discendente di italiani, originari di Campobasso. Un indubbio vantaggio, cer
to, ma che non gli ha reso sempre la vita facile. Aiuta sua moglie Dolkis Barrientos, cubana, titolare di un’agenzia di pratiche per l’immig razione, alle prese, invece, con le difficoltà che la dittatura castrista mette inevitabilmente davanti a chi lascia l’isola.
«L’idea ci è venuta perché sappiamo bene quanto sia difficile oggi per uno straniero che intende integrarsi ottenere certificati e documenti – spie ga – ci siamo passati anche noi. La burocrazia è spesso impossibile e talvolta hai la tentazione di gettare la spugna. C’è bisogno di un po’ più di buon senso, andando incontro ad esempio agli stranieri che lavorano quasi 24 ore al giorno e che non hanno il tempo di mettersi in fila per richiedere ciò di cui hanno bisogno. Talvolta ci sentiamo impotenti perché
vorremmo fare di più».
Dalla loro agenzia passano storie di ordinaria sofferenza, stemperate dalla capacità di ascolto e di condivisione, come mancati ricongiungimenti familiari, inaccessibilità dei consolati che non rispondono a ripetute sollecitazioni: «Da noi arrivano in prima istanza donne – continua Dolkis – ci contattano anche dalla provincia, ma le richieste arrivano da tutto il Sud Italia. Ci sono tutte le nazionalità e sta crescendo molto anche la comunità cubana qui a Foggia».
«Questa città è tutto sommato molto accogliente – conclude José – puoi crescere e ritagliarti i tuoi spazi lavorativi. Ci sono tanti stranieri che hanno voglia di investire i loro pochi risparmi nell’integrazione, dovrebbero solo essere sostenuti un po’ di più».

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