ANNUNCI

Assicurazione per i cubani

polizzaA decorrere dal 1 maggio 2010 tutti i viaggiatori, stranieri e cubani residenti all’estero, al momento dell’ingresso nel Paese, dovranno obbligatoriamente essere titolari di una polizza assicurativa che copra anche le eventuali spese mediche da sostenere sull’Isola. La polizza dovrà essere emessa da entità assicuratrici riconosciute a Cuba e potrà comunque essere acquistata anche in frontiera, attraverso compagnie di assicurazione cubane.

Le medesime regole verranno applicate anche agli stranieri titolari di un permesso di residenza temporanea a Cuba. La polizza dovrà coprire l’intero periodo della loro permanenza nel Paese e potrà essere acquistata sia presso compagnie straniere riconosciute a Cuba sia presso compagnie cubane.

Dalle nuove previsioni normative restano esclusi i funzionari diplomatici ed i rappresentanti di Organizzazioni Internazionali, sempre che siano accreditati a Cuba.

Nuovi servizi ai citadini Cubani!

cubaCon tanta gioia da oggi alla piccola ambasciata tutti i cittadini cubani potranno chiedere di realizzare per conto loro una  vasta gamma de pratiche consolari senza muoversi di casa, come per esempio Richiesta della abilitazione , rinnovo e proroga del  passaporto, richiesta di lettera d’invito, ecc.

ci auguriamo poter essere di aiuto in questa complicata ragnatela della burocrazia, per tanto attendiamo una vostra richiesta per chiarire  dubbi ed altro.

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Tel 0881778884

Mail:  info@piccolaambasciata.com

Datore di lavoro responsabile di reati ostativi

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Nell caso che il Datore di lavoro sia responsabile di reati ostativi, potette rivolgervi a noi per un soluzione alla vostra domanda di emersione.

chiamate allo 0881778884 o scriveteci al seguente mail info@piccolaambasciata.com raccontandoci il vostro caso.

Vacanze/feste cosa è permesso per lo straniero

Per le vacanze/feste cosa è permesso per lo straniero:

Chi ha un permesso di soggiorno valido può tornare in patria e quindi rientrare in Italia quando vuole, senza particolari formalità.

È libero poi di spostarsi per turismo, senza chiedere visti, in tutti i Paesi Schengen: Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Austria, Grecia, Danimarca, Finlandia, Svezia, Islanda, Norvegia, Slovenia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Malta, Svizzera. Se invece sceglie un Paese non Schengen, deve verificare se in base agli accordi con il proprio Paese d’origine ha bisogno di un visto per visitarlo.

Qualunque sia la meta, occorre portare con sé il permesso di soggiorno, indispensabile per rientrare in Italia.

Più vincolate le vacanze di chi ha chiesto il rinnovo del permesso di soggiorno. Il viaggio di andata o di ritorno tra l’Italia e il proprio Paese d’origine non deve prevedere il passaggio o scali in un Paese Schengen. Bisogna portare con sé il passaporto, la fotocopia del permesso scaduto e la ricevuta dell’ufficio postale (cedolino), che verranno timbrati dalla polizia.

La procedura è simile per chi attende il primo permesso di soggiorno dopo essere arrivato qui con i flussi o tramite un ricongiungimento familiare. In questo caso, insieme a cedolino e passaporto, deve esibire il visto rilasciato dal consolato che specifica il motivo del soggiorno in Italia.

Niente viaggi all’estero, infine, per le colf e le badanti che attendono la regolarizzazione, perché la ricevuta delle domanda non è un documento valido per passare la frontiera. Dovranno rimanere in Italia almeno fino alla firma del contratto, quando potranno finalmente chiedere il permesso di soggiorno e preparare le valigie per le loro prime vacanze da regolari.

Otto anni per diventare italiani con due test di integrazione. I minori dovrebbero concludere la scuola dell’obbligo

Dalle file del Popolo della libertà esce una nuova proposta di riforma della cittadinanza. Il testo, presentato dalla deputata Souad Sbai, si pone su un piano decisamente diverso rispetto alla proposta bipartisan Sarubbi-Granata e per alcuni aspetti prevede un percorso anche più difficile rispetto a quello attuale.

Sbai propone di dare la cittadinanza ai minori nati in Italia o arrivati qui da piccoli dopo che hanno frequentato e concluso tutto il ciclo della scuola dell’obbligo (dieci anni tra elementari, medie e biennio delle superiori). I minori che quando arrivano in Italia sono già oltre l’età dell’obbligo (che oggi è fissata a 16 anni), per diventare italiani dovrebbero invece prima completare le superiori o una scuola professionale e comunque aspettare la maggiore età.donne-e-politica2

Agli adulti verrebbero invece richiesti otto anni di residenza legale (quattro con il permesso e quattro con la carta di soggiorno) per prendere la cittadinanza, rispetto agli attuali dieci.

Il percorso verso il passaporto tricolore sarebbe però scandito da due verifiche al termine del quarto anno e dell’ottavo anno: gli aspiranti italiani dovrebbero dimostrare di conoscere lingua, storia, cultura, educazione civica e costituzione, la prima volta a livello base, la seconda bene. Altri requisiti per la cittadinanza sarebbero poi una casa, un lavoro, un reddito sufficiente a mantenersi e nessun carico pendente con la giustizia.

“Vogliamo preservare l’integrità politica e sociale dell’Italia, prevenendo il rischio di disgregazione. Tendiamo la mano a chi consapevolmente sceglie l’Italia come sua nazione” ha detto Sbai oggi in conferenza stampa. La deputata del Pdl ha annunciato anche che non voterà la Sarubbi-Granata: “Cinque anni per la concessione della cittadinanza sono pochi e ci sono tanti contrari a quella legge”.