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“Il decreto flussi per il 2009 non si farà”
Di un allargamento della regolarizzazione, stabilita per colf e badanti, “non se ne parla”.
Lo dice oggi, in una intervista al ‘Corriere della Sera’, il ministro dell’Interno Roberto Maroni.
“Il motivo che ci ha spinto a fare una regolarizzazione per colf e badanti, al contrario di quanto sostiene Scajola, non parte - spiega il ministro - dell’assunto che queste siano tutte clandestine”.
“Parte invece - prosegue Maroni - dal presupposto che i loro datori di lavoro, le famiglie, meritino un supporto particolare da parte del governo. Perche’ sono persone speciali: anziani, non autosufficienti, disabili che spesso hanno bisogno di queste assistenti. Lo stesso stato di bisogno non c’e’ per le imprese. Quella si’ sarebbe un’ignobile sanatoria”.
Sempre per quel che riguarda le imprese, il titolare dice che il decreto flussi per il 2009 non si fara’: “abbiamo deciso di non farlo - spiega - perche’ gli imprenditori reclamano i flussi mentre licenziano e mettono in cassa integrazione. Quanti sono gli extracomunitari che se ne stanno andando spontaneamente perche’ perdono il posto?”.
COSì FUNZIONA LA SANATORIA 2009
I datori di lavoro italiani, comunitari o extracomunitari con la carta di soggiorno, potranno mettere in regola colf e badanti che al 30 giugno 2009 erano già occupate presso di loro in nero da almeno tre mesi. La dichiarazione di emersione costerà 500 euro per ciascun lavoratore e potrà essere presentata dal 1 al 30 settembre.
Per lavoratori italiani e comunitari si potranno usare dei moduli da presentare all’Inps. Per i lavoratori extracomunitari, le dichiarazioni andranno presentate via internet allo Sportello unico per l’Immigrazione.
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Ogni famiglia potrà mettere in regola al massimo una colf e due badanti extracomunitarie. Chi presenta la dichiarazione per una colf dovrà avere un reddito di almeno 20mila euro l’anno, se è l’unico a percepire un reddito in famiglia, oppure non inferiore a 25mila euro, se in famiglia ci sono altre persone che percepiscono reddito.
Nessun limite di reddito è previsto per regolarizzare le badanti, ma in questo caso sarà indispensabile un certificato della struttura sanitaria pubblica o del medico di famiglia che attesti le limitazioni dell’autosufficienza della persona assistita. Sarà sempre il medico a certificare se davvero c’è bisogno di due badanti.
La domanda per le badanti può essere presentata dalla persona assistita o da un suo familiare non convivente. In questo modo un figlio, ad esempio, potrà regolarizzare la badante del genitore, naturalmente presentando un certificato medico che attesti i limiti all’ autosufficienza di quest’ultimo.
Anche chi ha già presentato domanda per i flussi d’ingresso 2007 o 2008 può presentare la dichiarazione di emersione. Chi sceglie questa strada, rinuncia però automaticamente alla domanda per i flussi, che viene archiviata.
Fino al termine dell’esame della dichiarazione, il lavoratore non potrà essere espulso, né, insieme al datore di lavoro, essere oggetto di procedimenti penali e amministrativi per la violazione delle norme sull’immigrazione o sul lavoro. Questi illeciti verranno condonati definitivamente se la regolarizzazione va a buon fine.
Una volta verificato che la domanda è ammissibile, lo sportello unico convocherà datore di lavoro e lavoratore per la stipula del contratto di soggiorno. A questo punto, il lavoratore potrà chiedere a sue spese il rilascio del permesso di soggiorno, che oggi costa circa 70 euro ma sarà ancora più salato con la nuova legge sulla sicurezza.
Potrà partecipare alla regolarizzazione anche chi in passato è stato espulso perché non aveva il permesso di soggiorno o perché il permesso era scaduto. Niente da fare, invece, per chi ha un’espulsione per motivi di sicurezza, ordine pubblico o terrorismo, una segnalazione come “inammissibile” in Italia o una condanna, anche solo in primo grado, per un reato per cui è previsto l’arresto in flagranza.
Non conviene fare i furbi. Se si presentano dichiarazioni false si commette reato e, se si utilizzano documenti contraffatti, si rischiano fino a sei anni di carcere.
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Come entrare in Italia per lavoro stagionale?
L’ingresso in Italia per motivi di lavoro stagionale, al pari di quello per lavoro subordinato, è regolato dal decreto flussi con il quale il Governo dispone annualmente il numero massimo di cittadini stranieri residenti all’estero da ammettere nel nostro Paese.
Il decreto flussi stagionale stabilisce, quindi, la quota massima di cittadini extracomunitari che possono entrare in Italia per instaurare un rapporto di lavoro a carattere stagionale con un privato o con un’azienda.
Settori stagionali e durata contratto
Il lavoro stagionale è quello svolto, per un determinato periodo dell’anno, esclusivamente nei settori agricolo e turistico alberghiero.
Il nulla osta al lavoro stagionale ha una validità minima di 20 giorni e massima di 9 mesi, decorrenti dalla data di sottoscrizione del contratto di soggiorno, e viene rilasciato dallo Sportello Unico per la durata corrispondente a quella del lavoro stagionale richiesto.
In questo arco di tempo è possibile cambiare datore di lavoro, purchè si resti nell’ambito del settore stagionale.